"Caro direttore, Eugenio Scalfari ha ragione: l'esasperazione della discussione pubblica in materia di politica fiscale è la cartina di tornasole di una fase di difficoltà nei rapporti fra istituzioni e cittadini, fra politica e Paese. Luigi Einaudi, nel 1945, scrisse che "gli uomini vogliono istintivamente rendersi ragione del perché pagano; e se quella ragione non è spiegata chiaramente gridano all'ingiustizia".
Io avrei tanto voluto perderlo, averlo letto mi ha dato un senso di svuotamento... A voi? Speravo tanto di leggere cose concrete, di capire quali sono le basi sulle quali si svilupperà il PD, invece il nulla. Si parte per un viaggio di non ritorno senza aver deciso quale attrezzatura portare. Secondo me non è questo il giusto percorso, prima bisogna sedersi seriamente a tavolino e plasmare una bozza condivisa e poi si procede. Si è preferito in questo documento come in tutto il dibattito semplicemente evitare tutti i motivi di possibile scontro e divisione. Gli unici punti di frizione in cui si è accennato sono la laicità e la collocazione in Europa e sappiamo tutti gli scontri che ci sono stati a riguardo, conclusi in una mediazione molto debole. Se il PD è frutto di una mediazione debole come potrà essere il nuovo partito? Aspetto fiducioso dai grandi capi un illuminazione mediatica...
Leggiamo dal Corriere del Mezzogiorno di oggi:
Veltroni pare un candidato che dimostra un'ottima capacità oratoria che gli permette normalmente di raggiungere grandi strati elettorali da acquisire al nuovo PD, Berlusconi secondo le ultime rivelazioni de La Stampa parla di un Circo.. delle libertà che si trasformerà in Partito della libertà ma poi smentisce senza... esagerare. Fra neoPD e ... partito delle rifondazione di forza italia sarà un autunno mosso!


«Walter Veltroni è il miglior sindaco che Roma abbia mai avuto. Meglio anche di Petroselli, un simbolo della dedizione e del rapporto diretto con i cittadini. Veltroni fa pure di più. Non a caso Roma, e sulla scia il Lazio, è la parte d'Italia che cresce di più; non solo per sviluppo economico, ma anche per qualità della vita: E la città non è mai stata così bella». Ad Antonello Venditti il suo vecchio amico continua a piacere; come sindaco, oltre che come persona. «Non è vero che è troppo buono, che dice cose generiche per piacere a tutti. Veltroni non dà ragione a chiunque. È semplicemente educato. Sa ascoltare. E preferisce proporre che distruggere. La pensa come me: meglio essere "per" che "contro". Ma quando c'è da opporsi alle cose che non vanno, non si tira indietro».
La premessa del cantautore è che oggi la politica italiana «non è un problema di uomini, ma di sistema che non funziona. A cominciare dalla legge elettorale.-
(omissis...)
Non faccio il tifo per nessuno, se non per il Paese: in queste condizioni nessun politico può farcela. Le qualità di Veltroni, però, non sono in discussione.
Sulla successione a Prodi, Venditti non si esprime. «La discesa in campo di Veltroni potrebbe essere un po' precoce. O magari invece lo vedremo tra non molto a Palazzo Chigi. Non so: questa è una dimensione della politica che non mi appartiene. Il governo ha inciampato su se stesso, ma va detto che è stato criticato davvero molto: ormai i giornali governativi non esistono più, sono tutti contro. Già Berlusconi si lamentava, oggi lo fa Prodi, e forse non ha torto. Vedo ad esempio che Bersani sta facendo quello che avrebbe dovuto fare Berlusconi e non ha fatto. Del resto se persino il Cavaliere, l'uomo più potente d'Italia, non è riuscito a governare con una maggioranza schiacciante, è segno che qualcosa non va». Dice Venditti che «non siamo riusciti ad attuare pienamente la nostra Costituzione. A fare le riforme istituzionali necessarie. E a darci una legge elettorale che funzioni. Per questo non faccio il tifo per nessuno, se non per il Paese: in queste condizioni, nessun politico può farcela, indipendentemente dalle sue qualità. Quelle di Veltroni, però, non sono in discussione. È uomo di grande portata morale e di grande capacità di lavoro, è intelligente e sopratutto di completa affidabilità. Certo, non può fare miracoli. Il Partito democratico dobbiamo essere noi, che per il momento siamo orfani dei vecchi partiti, a costruirlo».
In un'afosa domenica di fine agosto. Scrutiamo il nuovo che avanza da sopra un colle che domina la valle dei trulli ed il Salento.
