SIGNOR TORNIO Pensa che i miei invece non volevano che portassi jeans Fiat. Dicevano che i ragazzi per bene, i ragazzi Fiat, non dovevano andare in giro con i jeans Fiat, sopratutto dentro la Fiat. Molto meglio un paio di pantaloni con la riga Fiat, di cotone Fiat per l'estate Fiat, in flanella Fiat per l'inverno Fiat.
SIGNORA TORNIO E in primavera e autunno?
SIGNOR TORNIO La primavera di faceva a Praga. L'autunno invece a un certo punto è diventato caldo.
SIGNORA TORNIO Da lì in poi, le stagioni non sono più state quelle di una volta.
Giuseppe CULICCHIA - "Ritorno a Torino dei signori Tornio" Giulio Einaudi Editore s.p.a. - Torino 2007
Di fronte alle notizie che giornali e telegiornali ci erogano a proposito della fondazione del nuovo Partito Democratico mi sento spaesato come i SIGNORI TORNIO di fronte alla "nuova Torino" dei nostri giorni nella piece da cui ho tratto la citazione. Io credo che Berlinguer quando discuteva di "compromesso storico" volesse una cosa migliore di questa resa incondizionata alla dc, il riformismo non è stato ne mai sarà di un partito che nasce col plauso dell'avversario. Quell'avversario che io non ho mai demonizzato ma che altri hanno foraggiato e si preparano a continuare a foraggiare. Una cosa mi spiace: sono rimasto senza riferimenti, bel risultato, grazie Fassino t'auguro almeno d'ingrassare un pò, te lo meriti!
"Caro direttore, Eugenio Scalfari ha ragione: l'esasperazione della discussione pubblica in materia di politica fiscale è la cartina di tornasole di una fase di difficoltà nei rapporti fra istituzioni e cittadini, fra politica e Paese. Luigi Einaudi, nel 1945, scrisse che "gli uomini vogliono istintivamente rendersi ragione del perché pagano; e se quella ragione non è spiegata chiaramente gridano all'ingiustizia".
Io avrei tanto voluto perderlo, averlo letto mi ha dato un senso di svuotamento... A voi? Speravo tanto di leggere cose concrete, di capire quali sono le basi sulle quali si svilupperà il PD, invece il nulla. Si parte per un viaggio di non ritorno senza aver deciso quale attrezzatura portare. Secondo me non è questo il giusto percorso, prima bisogna sedersi seriamente a tavolino e plasmare una bozza condivisa e poi si procede. Si è preferito in questo documento come in tutto il dibattito semplicemente evitare tutti i motivi di possibile scontro e divisione. Gli unici punti di frizione in cui si è accennato sono la laicità e la collocazione in Europa e sappiamo tutti gli scontri che ci sono stati a riguardo, conclusi in una mediazione molto debole. Se il PD è frutto di una mediazione debole come potrà essere il nuovo partito? Aspetto fiducioso dai grandi capi un illuminazione mediatica...
Leggiamo dal Corriere del Mezzogiorno di oggi:

